BENVENUTI NEL BLOG DELLE RSU E DEGLI ISCRITTI SLC CGIL DI TELECOM ITALIA MILANO

QUALCHE SUGGERIMENTO SU COME UTILIZZARE IL BLOG
:
nella colonna di destra, scorrendo la pagina, trovi l'archivio dei post pubblicati e quella dei post in evidenza, gli Argomenti Trattati. Scorrendo la pagina, troverai accordi, leggi e ordinamenti e molti link utili, oltre che, eventi e notizie di attualità. Selezionando la voce home torni all'inizio, in indice trovi in dettaglio tutti i contenuti trattati, in post pubblicati 2011 e in post pubblicati 2010, tutti i post divisi per anno e mese. E' possibile inserire la propria opinione, selezionando la voce "Commenti" , al termine di ogni post. Visualizzazione ottimale con Firefox. Con Internet Explorer, ricaricare la pagina se si dimensiona la finestra del browser.

SUGGERIMENTI E PROPOSTE di argomenti da trattare di Tuo interesse: scrivici via email . O contattaci su Facebook. O seguici su Twitter.
Grazie

giovedì 6 maggio 2010

6822

6822.

Alla fine tutto sembrerebbe ridursi al freddo numero di lavoratori che la dirigenza ritiene di troppo, seimilaottocentoventidue lavoratori, scrivendolo in lettere rende maggiormente l’idea.

Nel 2008 5mila mobilità volontarie, nel 2009 i contratti di solidarietà per più di mille colleghi (ad oggi ancora legati all’azienda , ma con poche prospettive visto che Telecom non sta facendo quasi nulla per rilanciare i settori in cui lavorano!), a marzo 2200 di Information Technology (esternalizzati in attesa di efficientamento).

Sotto a chi tocca dunque.

E cioè chiunque, visto che l’azienda ha dichiarato che gli esuberi sono in tutti i settori (hanno parlato di costumer, di rete e di staff).

Sarebbe da ritirare fuori le copertine di alcuni numeri passati di Scomunicazioni come “Divide et Impera”, piuttosto che la copertina in cui si richiamava in versione Telecom la poesia attribuita a Brecht “prima vennero a prendere gli ebrei…” oppure quella in stile Cassandra in cui si scorgevano all’orizzonte “Nubi di ieri sul nostro domani…”

Sarebbe da dire “l’avevamo detto”.

Ci sarebbe da dire molto, ma qui ci limitiamo a dire la cosa più importante, e cioè che così non si va da nessuna parte.

La politica aziendale di taglio dei costi e di posti di lavoro, di dismissioni ed investimenti sempre più all’osso, il tutto per remunerare gli azionisti è un suicidio.

Sappiamo del debito e delle condizioni politiche/normative complesse, comprendiamo le oggettive difficoltà in cui si muovono Bernabè e soci, ma la strada intrapresa non porta a nulla di diverso se non alla morte di Telecom come azienda industriale.

Il 29 aprile all’assemblea degli azionisti abbiamo inscenato il funerale dell’azienda perché se non si inverte la marcia immediatamente la fine che faremo non potrà essere diversa.

Qualcosa a livello mediatico forse si muove, ma non è abbastanza.

Faremo tutto il possibile per farci sentire e far sentire le nostre ragioni, per far capire al paese che senza un sistema di TLC all’altezza non saranno solo i dipendenti di Telecom a soffrirne ma tutto il tessuto produttivo, tutto il paese.

Ma intanto tutto si riduce ad un numero.

6822 lavoratori.

Sotto a chi tocca.

mercoledì 5 maggio 2010

Aria di primavera

Da qualche giorno, nei corridoi aziendali, si respira un'aria diversa. A dispetto di un tempo meteorologico poco stagionale, da parte delle dirigenza si odono passi leggiadri, si distribuiscono sorrisi e pacche sulle spalle, ci si informa sulle famiglie dei sottoposti. Il clima è informale e rilassato e i dirigenti passano molto tempo chiusi nei loro uffici. Quando ne escono, invitano serenamente il primo che passa a bere un caffè e si mostrano interessati alla Champions League.
I cieli degli uffici aziendali sono azzurri insomma, pare quasi di sentire il canto degli uccellini e di vedere sbocciare le margheritine.
Aria di primavera, diranno i più romantici di voi.
Beh, noi qui abbiamo un sospetto. Non è per rovinarvi l'atmosfera, ma temiamo che tutto ciò sia dovuto al fatto che nello stipendio di aprile sono stati pagati gli MBO.
E allora è tutto un riconciliarsi con il mondo, un profluvio di gentilezze leziose, ed un gran consultare cataloghi-vacanze e progettare il cambio dell'auto della moglie o della moto del figlio. Da parte dei dirigenti, s'intende.
Ai dirigenti gli MBO, agli azionisti i dividendi.

Aria di primavera, appunto, vezzosa e piacevole.

Ah, dimenticavamo che:
- il nostro Amministratore Delegato ha avuto il suo compenso aumentato del 76% nel 2009 (così notiziava l'ANSA il 13 aprile 2010: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/04/13/visualizza_new.html_1762459895.html)
- è stato approvato un “Long Term Incentive Plan 2010-2015”: piano riservato alla dirigenza che prevede l’attribuzione di un bonus in denaro in funzione delle performance triennali della Società (2010-2012).

Nel frattempo

- più di 1000 lavoratori della DA in contratto di solidarietà attendono le prime verifiche per capire che ne sarà di loro;
- più di 2150 lavoratori di IT sono stati cacciati dall'azienda per essere efficientati;
- più di 6800 lavoratori saranno esuberati e non si sa il perchè e il percome.

Aria di primavera. Tutto va bene, no?

martedì 4 maggio 2010

Dal 1° maggio, 2.200 colleghi sono stati ceduti a SSC


Dal 1° maggio Telecom Italia ha "ceduto" 2.200 lavoratori all'azienda del gruppo SSC, una srl in perdita, con lo scopo di "efficientare". Cioè, ridurre i costi. Cioè, licenziare.
In questo articolo vedete le lettere che sono arrivate venerdì 30 aprile ai lavoratori.


Ore di lavoro in più, e stipendio in meno (per effetto del venir meno del premio di risultato). E la prospettiva di rimanere a casa, perchè, se parliamo di efficientamento, non stiamo giocando. Il linguaggio aziendale parla di "avviare tutte le iniziative di razionalizzazione dei propri costi industriali (si parla di SSC srl), compreso l'efficientamento dell'organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari".


Solo pochi giorni prima, Il Presidente di Telecom Italia, in una intervista al Corriere della Sera (qua di fianco), parlava di efficienza, di necessità di ristrutturare e di remunerare il capitale. Telecom non ha mai licenziato nessuno, diceva.

Leggete le lettere. Potrebbe capitare a ognuno di noi.

lunedì 3 maggio 2010

Il 1° maggio è ogni giorno



Testo del discorso/appello letto in Piazza Duomo a Milano in occasione della manifestazione del 1° maggio da una delegata RSU SLC CGIL di Telecom Italia.

Telecom Italia si muove in un contesto economico e sociale in cui la crisi ha portato a molti lavoratori C.I.G., mobilità e Contratti di Solidarietà, parole nuove per molti che hanno amaramente imparato a conoscere.
Le aziende sono in reale difficoltà e i giovani che approcciano al mondo del lavoro si scontrano con la precarietà portata agli estremi da contratti sempre più fantasiosi. La disoccupazione è arrivata all'8.8%.

In questo scenario Telecom ormai da anni sta usando lo strumento della mobilità come accompagnamento alla pensione - certo, tramite accordi sindacali che hanno avuto lo scopo di evitare ricadute sociali forti.

In 15 anni Telecom Italia ha dimezzato la propria forza lavoro passando da 120mila lavoratori a circa 50mila: nei modi sopra detti e buttando fuori pezzi di lavoro e attività e sopratutto lavoratori e lavoratrici in società esterne.

Ad oggi in T.I. ci sono 600 lavoratori/trici in contratto di solidarietà, l'azienda non ci ha ancora detto come ricollocherà questi colleghi all'interno dell'azienda.
2200 lavoratori/trici sono stati ceduti dal settore Information Technology ad una società del gruppo che ha gravi debiti e che ha il compito di efficentare il personale.
5000 lavoratori/trici usciranno dall'azienda entro il 2010 con "mobilità volontarie" che li accompagneranno fino alla pensione.
Con l'ultimo piano industriale (se si può definire così) gli esuberi dichiarati sono 6822. Ma le uscite indolori da quest'azienda non saranno più possibili perchè questo piano industriale non prevede altro che tagli.. ci è stato detto allo scopo di essere più competitivi: un'azienda senza lavoratori è più competitiva - ci dicono.

Questo non è un piano industriale: è una mera operazione finanziaria in cui si distribuiscono dividendi e bonus e poi si tagliano i posti di lavoro per trovare capitale.

Telecom e i posti di lavoro si possono salvare solo con un piano industriale fatto di investimenti nella banda larga (come peraltro si sta facendo in tutta Europa) e tramite il rilancio dell'azienda stessa, dei servizi. - Ma SOPRATUTTO internalizzando il lavoro e i lavoratori, perchè probabilmente sono i lavoratori l'unica parte sana dell'azienda. E poi riallacciando l'azienda al territorio, il che significherebbe dare maggiore qualità al servizio.

Chiediamo quindi alle parti sociali, ai media e al governo di dirci chiaramente che Telecom è un'azienda strategica per il nostro Paese; diteci se è un bene d'interesse nazionale, come lo sono state Alitalia, FIAT ...etc etc
Dateci un segnale che ci faccia sperare per una ripresa di questa azienda che ormai è nelle mani di un management allo sbando.
... W il primo maggio."



A lungo si è pensato, forse si è avuta l'illusione, che il sistema capitalistico occidentale potesse portare benessere e prosperità. L'idea che capitale e lavoro, insieme, avrebbero condotto ad un futuro migliore per tutti.
Eppure, ogni volta che ci sono difficoltà, errori manageriali, crisi economiche o finanziarie, tutte le volte insomma che capita qualcosa la cui responsabilità non è dei lavoratori, sono i lavoratori a pagare il conto.
Eppure, ogni volta che pare possibile che i lavoratori possano raggiungere una qualità di vita migliore, elevarsi nella scala sociale, avere più benessere, più tempo per sè e per le proprie famiglie, avere insomma più dignità di stare a questo mondo, capita sempre qualcosa che li ricaccia indietro. O costano troppo, e si fa dumping sociale andando a portare il lavoro laddove la disperazione e la miseria fanno sì che esistano condizioni di salario insufficiente e zero tutele dei diritti, o non sono produttivi, perchè evidentemente il fatturato e il profitto sono gli dei cui tutto va sacrificato nella nostra epoca, o "però il capitale va remunerato", o "i mercati, la concorrenza, i mercati finanziari ci chiedono di ridurre i costi" ecc ecc ecc.
Ma vogliamo dirlo che i mercati sbagliano? Che i mercati finanziari vivono sulla logica del profitto immediato, senza alcuna preoccupazione per uno sviluppo duraturo del benessere della società? Che i manager asserviti al capitale e alla finanza sono un danno per la società?

Il 1° maggio è stata la festa del lavoro. Ogni giorno, ogni notte, milioni di persone normali si recano nei loro luoghi di lavoro e si tirano su le maniche, con la speranza di poter costruire un futuro migliore per i propri figli. Ogni giorno, nel mondo, milioni di donne, bambini, uomini, vengono sfruttati indegnamente affinché qualcuno in doppiopetto possa aggiungere un bel soprammobile alla sua collezione. Ogni giorno, milioni di persone senza lavoro incontrano la propria disperazione e si chiedono perchè non ci sia un futuro per loro.
Ogni giorno, in Italia, muoiono in media 3 persone sul lavoro.
Ogni giorno è il 1° maggio. Ogni giorno è da dedicare a tutti questi eroi che non maneggiano liquidità o strumenti finanziari. Eroi normali, perchè lavoratori. Gente comune, che vuole solo un lavoro, una dignità ed una speranza.
Il 1° maggio è la loro festa, e il 1° maggio è ogni giorno.