Come Slc-Cgil da tempo stiamo seguendo con l'assistenza dei nostri uffici legali
le possibili violazioni dei diritti individuali a seguito degli spostamenti di
reparto effettuati unilateralmente dall'azienda, in Milano.
In attesa di concludere a breve
tutte le valutazioni preliminari ed esprimere un comunicato specifico in merito
all'argomento, vogliamo iniziare a precisare, per chiarire parte dei dubbi, che
tali azioni dell'azienda difficilmente possono essere tutelati come
trasferimenti se restano nella stessa sede di lavoro (sede che trovate scritta
nella lettera di assunzione), ma più probabilmente come demansionamenti.
Pertanto il termine per agire legalmente sarebbe di 5 anni e non di 60 giorni.
In ogni caso ogni posizione è a sé e ogni altra valutazione legale potrà essere
fatta singolarmente anche perché il diritto a procedere è individuale.
Invitiamo tutti i lavoratori trasferiti a compilare la
lettera/modulo a suo tempo da noi diffusa per esprimere il non consenso al trasferimento forzato e a inviarne copia all'azienda (Risorse Umane) e a noi.
Invitiamo inoltre chi non lo avesse ancora fatto ed avesse dei dubbi in merito a
contattare celermente le nostre RSU.
Questo è SCOMUNICAZIONI - il blog degli iscritti e delle RSU SLC CGIL di Telecom Italia di Milano
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SUGGERIMENTI E PROPOSTE di argomenti da trattare di Tuo interesse: scrivici via email rsu.slc.cgil.midir@gmail.com. O contattaci su Facebook. O seguici su Twitter.
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venerdì 2 novembre 2012
MOBILITA' PROFESSIONALI (SPOSTAMENTI DI REPARTO)
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demansionamenti,
trasferimenti forzati
mercoledì 31 ottobre 2012
Telecom Italia: Tim Brasil passa il test conti, oggi tocca a Telecom Argentina
Da Milano Finanza
Di Francesca Gerosa
Tim Brasil passa il test conti, anche se ci sono nubi all'orizzonte. La società controllata da Telecom Italia(conta per circa il 10% dell'enterprise value del colosso tlc e il 30% dell'equity) nel terzo trimestre 2012 ha registrato ricavi pari a 4.722 milioni di reais, leggermente sopra le attese degli analisti e +8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, anche se grazie a maggiori ricavi da cellulari, mentre i ricavi da servizi sono risultati in crescita solo del 5,5% anno su anno.
A fine settembre la base clienti di Tim Brasil ha raggiunto 69,4 milioni di linee (+17% anno su anno) con una quota di mercato del 26,8% rispetto al 26,9% di fine giugno. L'ebitda è stato in linea con le stime degli analisti di Intermonte a 1.202 milioni di reais, +5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E l'utile netto è risultato pressoché stabile (+0,4%) a 318 milioni di reais. La struttura finanziaria del gruppo resta solida, in quanto la controllata brasiliana continua a essere sostanzialmente priva di debiti (il rapporto debito netto/ebitda è pari a 0,3 volte).
Inoltre le previsioni di Tim Brasil vedono un contesto macro in leggero miglioramento. "Ma il target di TI di crescita dell'ebitda di circa il +10% in America Latina non ci sembra raggiungibile; noi stimiamo +8%", avvertono gli analisti di Intermonte. Nel comunicato stampa sui conti del trimestre, Tim Brasil non ha aggiornato i suoi obiettivi finanziari, limitandosi a dichiarare che "è naturale che, dopo un periodo di forte crescita, un po' di correzioni dovrebbero essere fatte".
Il titolo Tim Participações è sceso di oltre il 20% negli ultimi 3 mesi e del 35% negli ultimi 6 mesi. Per gli esperti di Banca Imi è una reazione esagerata al previsto rallentamento dell'attività. Oggi tocca a Telecom Argentina riportare i risultati trimestrali. Intermonte si aspetta ricavi a 5.641 milioni di pesos argentini, +18% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e un ebitda a 1.588 milioni, +7% anno su anno.
A Piazza Affari l'azione Telecom Italia spunta un +1,50% a 0,7095 euro. Il colosso tlc pubblicherà i conti del terzo trimestre il prossimo 8 novembre e gli analisti di Kepler (buy e target price a 1,0 euro confermati sull'azione) si aspettano che i target 2012 vengano confermati, nonostante un deterioramento della performance nel terzo trimestre.
A fine settembre la base clienti di Tim Brasil ha raggiunto 69,4 milioni di linee (+17% anno su anno) con una quota di mercato del 26,8% rispetto al 26,9% di fine giugno. L'ebitda è stato in linea con le stime degli analisti di Intermonte a 1.202 milioni di reais, +5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E l'utile netto è risultato pressoché stabile (+0,4%) a 318 milioni di reais. La struttura finanziaria del gruppo resta solida, in quanto la controllata brasiliana continua a essere sostanzialmente priva di debiti (il rapporto debito netto/ebitda è pari a 0,3 volte).
Inoltre le previsioni di Tim Brasil vedono un contesto macro in leggero miglioramento. "Ma il target di TI di crescita dell'ebitda di circa il +10% in America Latina non ci sembra raggiungibile; noi stimiamo +8%", avvertono gli analisti di Intermonte. Nel comunicato stampa sui conti del trimestre, Tim Brasil non ha aggiornato i suoi obiettivi finanziari, limitandosi a dichiarare che "è naturale che, dopo un periodo di forte crescita, un po' di correzioni dovrebbero essere fatte".
Il titolo Tim Participações è sceso di oltre il 20% negli ultimi 3 mesi e del 35% negli ultimi 6 mesi. Per gli esperti di Banca Imi è una reazione esagerata al previsto rallentamento dell'attività. Oggi tocca a Telecom Argentina riportare i risultati trimestrali. Intermonte si aspetta ricavi a 5.641 milioni di pesos argentini, +18% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e un ebitda a 1.588 milioni, +7% anno su anno.
A Piazza Affari l'azione Telecom Italia spunta un +1,50% a 0,7095 euro. Il colosso tlc pubblicherà i conti del terzo trimestre il prossimo 8 novembre e gli analisti di Kepler (buy e target price a 1,0 euro confermati sull'azione) si aspettano che i target 2012 vengano confermati, nonostante un deterioramento della performance nel terzo trimestre.
mercoledì 17 ottobre 2012
COMUNICATO UNITARIO SCIOPERO 19 OTTOBRE
Si susseguono in queste ore le segnalazioni di riunioni estemporanee organizzate in diverse aziende di Telecomunicazioni sullo sciopero del 19 ottobre e sullo stato della trattativa per il rinnovo del CCNL.
Dopo le fantasiose ricostruzioni alle quali hanno dovuto assistere, loro malgrado, i lavoratori di alcune sedi di Comdata (la migliore che ci è stata segnalata recita più o meno così: “il CCNL scaduto da sei mesi è tacitamente rinnovato, quindi non si capisce il motivo di tanta agitazione”) , ieri si sono aggiunti anche alcuni volenterosi responsabili di H3G che, in un impeto di proattività, hanno riunito i lavoratori dei call center per dare l’interpretazione autentica delle materie oggetto della trattativa e confutare quindi la versione sindacale dei motivi della rottura.
Francamente dispiace che tanta solerzia venga usata da queste aziende al solo scopo di dissuadere i lavoratori dal partecipare alla mobilitazione del 19 ottobre. Infatti riteniamo che se la metà del tempo e dello sforzo fosse stato profuso per aiutare ASSTEL a comprendere meglio le ragioni che sono alla base delle richieste sindacali, soprattutto riguardo alle clausole sociali, forse oggi avremmo già il nuovo CCNL delle Telecomunicazioni.
Evidentemente l’orientamento diffuso fra le maggiori aziende del settore è altro!
Invitiamo caldamente tutti i responsabili aziendali a soprassedere da questi incontri che, fra l’altro, assomigliano troppo ad atteggiamenti intimidatori.
Alle lavoratrici ed ai lavoratori di tutte le aziende di Telecomunicazioni diciamo, invece, che questi episodi, sebbene sgradevoli, rappresentano un chiaro segnale di nervosismo che ci indica come, contrariamente a quanto si sostiene in questi incontri, mai come in questa occasione, la vertenza per il rinnovo del Contratto Nazionale venga percepita, in tutte le realtà aziendali, come giusta, condivisibile e strategica per il futuro dell’intero comparto.
Ci preme infine evidenziare che le Segreterie Nazionali nel corso dell’audizione presso la Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo Sciopero (giorno 11 c.m.) hanno accolto con grande soddisfazione le parole espresse dal Presidente della stessa che ha rilevato come una posizione così intransigente sulle “clausole sociali” da parte datoriale mal si adatti , considerata la natura delle richieste sindacali , con l’attuale momento economico e sociale che vive il nostro Paese.
Riteniamo che la posizione espressa al tavolo dalla Commissione è un punto importante a nostro favore, anche perché testimonia ancora una volta, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la giustezza delle nostre richieste.
Roma, 17 ottobre 2012
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL
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sciopero 19 ottobre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
SCIOPERO 19 OTTOBRE
Nel menù in alto, oppure a questo link il nuovo trovate il nuovo numero di Scomunicazioni (36) con aggiornamenti e commenti delle RSU CGIL
sulla difficile situazione del CCNL e sulla situazione aziendale.
Come sapete, venerdì 19 si sciopera.
In questo momento, non scioperare significa essere dalla parte delle
aziende, che non vogliono un contratto nazionale e non vogliono garantire
dignità al lavoro.
Scioperare significa essere dalla parte della dignità del lavoro, dei
diritti e del salario. Quindi, fate la vostra scelta.
Il 18 sera partiremo in pulmann, viaggeremo tutta la notte per andare a
Roma a manifestare la mattina del 19, per il contratto, per i diritti, per una
speranza di vita migliore.
Chi vuole venire con noi, in pulmann, si parte giovedì sera, da Gioia e da
Lampugnano, scriva a sergioantonio.paoli@telecomitalia.it
e dia il suo nome entro martedì sera. Grazie
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mercoledì 10 ottobre 2012
TELECOM ITALIA: IL DADO E' TRATTO
IL DADO E’ TRATTO
Ormai ne parlano apertamente quotidiani come “Il
Messaggero” o “Il Mattino”.
Il dado è tratto, ragazzi. Quest’azienda, Telecom Italia,
verrà smembrata e fatta a pezzetti (e molto presto pare), con tanti saluti alle
logiche industriali di cui si dovrebbe nutrire un Paese in apnea come il
nostro, per riprendersi e valorizzare i pochi pezzi pregiati di cui dispone.
D’altra parte, abbiamo una classe dirigente (manageriale e governativa) che
l’unica idea che si è fatta venire per favorire la ripresa è quella di abolire
le festività, i giorni di ferie e così via.
Ma se ci sono migliaia e migliaia di lavoratori in cassa
integrazione e solidarietà, qualcuno ci spiega a cosa diavolo serve aumentare
le giornate lavorative?
Non sarà che forse bisognerebbe investire, dopo decenni
di dividendi selvaggi? Non sarà che bisogna ricomporre le filiere produttive,
rinnovarle e dar loro forza?
“Beh, perché?” dice il nostro management. L’importante è
ridurre i costi, dicono. Tagliare da tutte le parti, smembrare, sminuzzare.
Purchè restino bonus, poltrone, e premi per la dirigenza s’intende.
Una gran bella visione strategica, non c’è dubbio.
E così, senza che l’Azienda si degni di dirci una parola
(alla faccia delle varie indagini di Clima tanto strombazzate, dei centri
People Caring e di tutti gli altri ammennicoli online di cui non sappiamo che
farcene) ci siamo: questo processo di societarizzazione che ormai sta
viaggiando a velocità spedita (cioè di creazione di società separate
all’interno del Gruppo per gestire attività separate: IT, Rete, Customer,
Staff), ci trova duramente contrari. Riteniamo infatti che Telecom Italia per
rafforzarsi sui mercati debba essere unica e indivisibile, presente e radicata
sul territorio, integrata e con una filiera produttiva completa, con tutte le
attività “core” al suo interno e che tale struttura sia raggiungibile tramite
un processo di internalizzazione di attività. Adesso qualche giornale la chiama
anche “perimetrazione”. Santo cielo, ma che vuol dire?
La realtà è che c’era una realtà industriale in Italia,
nelle telecomunicazioni e tra poco non ci sarà più. E perché? Beh, sapete
quante poltrone si creano così? Fatevi due conti. Noi invece, vorremmo sapere
una cosa: ma i debiti, quelli che ci portiamo sul groppone grazie all’azione
lungimirante del management degli ultimi 15 anni, chi se li cucca? Perché, per
come la vediamo noi, finirà che i debiti li ripagheranno tutti i lavoratori.
Che facciamo, vogliamo continuare a stare a guardare, o è
non è forse venuto il momento di alzare quella cosa che abbiamo poggiato sulla
sedia e dire che non ci va bene? Il 18 ottobre si può andare a manifestare a
Rozzano, in occasione dell’Assemblea degli Azionisti (dove vorranno far passare
le conciliazioni-scandalo verso due manager che hanno contribuito alla nostra
rovina, Ruggiero e Buora, invece di fare una causa seria).
Il 19 tutto il settore TLC è in sciopero.
Il dado è tratto, l’Azienda procede e vuole smembrarci. A
noi, perché il management non si smembra mai.
Che ne dite di dirgli un NO, grosso come una casa?
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