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mercoledì 10 ottobre 2012

TELECOM ITALIA: IL DADO E' TRATTO


IL DADO E’ TRATTO

Ormai ne parlano apertamente quotidiani come “Il Messaggero” o “Il Mattino”.
Il dado è tratto, ragazzi. Quest’azienda, Telecom Italia, verrà smembrata e fatta a pezzetti (e molto presto pare), con tanti saluti alle logiche industriali di cui si dovrebbe nutrire un Paese in apnea come il nostro, per riprendersi e valorizzare i pochi pezzi pregiati di cui dispone. D’altra parte, abbiamo una classe dirigente (manageriale e governativa) che l’unica idea che si è fatta venire per favorire la ripresa è quella di abolire le festività, i giorni di ferie e così via.
Ma se ci sono migliaia e migliaia di lavoratori in cassa integrazione e solidarietà, qualcuno ci spiega a cosa diavolo serve aumentare le giornate lavorative?
Non sarà che forse bisognerebbe investire, dopo decenni di dividendi selvaggi? Non sarà che bisogna ricomporre le filiere produttive, rinnovarle e dar loro forza?
“Beh, perché?” dice il nostro management. L’importante è ridurre i costi, dicono. Tagliare da tutte le parti, smembrare, sminuzzare. Purchè restino bonus, poltrone, e premi per la dirigenza s’intende.
Una gran bella visione strategica, non c’è dubbio.
E così, senza che l’Azienda si degni di dirci una parola (alla faccia delle varie indagini di Clima tanto strombazzate, dei centri People Caring e di tutti gli altri ammennicoli online di cui non sappiamo che farcene) ci siamo: questo processo di societarizzazione che ormai sta viaggiando a velocità spedita (cioè di creazione di società separate all’interno del Gruppo per gestire attività separate: IT, Rete, Customer, Staff), ci trova duramente contrari. Riteniamo infatti che Telecom Italia per rafforzarsi sui mercati debba essere unica e indivisibile, presente e radicata sul territorio, integrata e con una filiera produttiva completa, con tutte le attività “core” al suo interno e che tale struttura sia raggiungibile tramite un processo di internalizzazione di attività. Adesso qualche giornale la chiama anche “perimetrazione”. Santo cielo, ma che vuol dire?
La realtà è che c’era una realtà industriale in Italia, nelle telecomunicazioni e tra poco non ci sarà più. E perché? Beh, sapete quante poltrone si creano così? Fatevi due conti. Noi invece, vorremmo sapere una cosa: ma i debiti, quelli che ci portiamo sul groppone grazie all’azione lungimirante del management degli ultimi 15 anni, chi se li cucca? Perché, per come la vediamo noi, finirà che i debiti li ripagheranno tutti i lavoratori.
Che facciamo, vogliamo continuare a stare a guardare, o è non è forse venuto il momento di alzare quella cosa che abbiamo poggiato sulla sedia e dire che non ci va bene? Il 18 ottobre si può andare a manifestare a Rozzano, in occasione dell’Assemblea degli Azionisti (dove vorranno far passare le conciliazioni-scandalo verso due manager che hanno contribuito alla nostra rovina, Ruggiero e Buora, invece di fare una causa seria).
Il 19 tutto il settore TLC è in sciopero.
Il dado è tratto, l’Azienda procede e vuole smembrarci. A noi, perché il management non si smembra mai.
Che ne dite di dirgli un NO, grosso come una casa?

martedì 6 marzo 2012

ASSEMBLEE SLC CGIL - GIORNATA DELLA DONNA 8 MARZO 2012

Assemblee retribuite per i lavoratori di Telecom Italia Spa aventi il seguente O.d.G.:

CONCILIAZIONE TEMPI VITA E LAVORO

Le assemblee si svolgeranno secondo il calendario seguente:
BOSCAIOLA (Sala Marconi, piano -1)
Martedì 6 marzo:       dalle 8:30 alle 9:30, alle 14:00 alle 15:00, dalle 17:00 alle 18:00

MIDIR con PIAZZA AFFARI e PARINI (sala mensa)
Mercoledì 7 marzo:  dalle 15:00 alle 16:00

TONALE con STELVIO (sala mensa)
Giovedì 8 marzo:        dalle 10:00 alle 11:00, dalle 14:30 alle 15:30

REGINA GIOVANNA (sala mensa)
Venerdì 9 marzo:        dalle 14:30 alle 15:30

Un omaggio floreale per tutte le donne che intervengono.

lunedì 11 aprile 2011

SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO 2011 - CONVOCAZIONE ASSEMBLEE

A norma dello Statuto dei Lavoratori (legge 300/70) sono convocate le seguenti assemblee degli iscritti Slc Cgil e aperte a tutti lavoratori di Telecom Italia S.p.A di Milano e ai lavoratori di SSC aventi all’ O.d.G.:

• PREPARAZIONE SCIOPERO 6 MAGGIO 2011
• VARIE ED EVENTUALI

Lunedì 11 Aprile 2011
TURRO: PT + 50% (c/o sala mensa) DALLE H.09.30 ALLE H.10.30
TURRO: RESt.50% + Crescenzago DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
Escluso Volta+Bicocca
MELEGNANO(ESCLUSO BARONA) DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
CASSINA DE PECCHI +TUTTI DALLE H.15.08 ALLE.H.16.08
(+MALPAGA+MASATE+MELZO+PIOLTELLO)
ABBIATEGRASSO+TUTTI DALLE H.15.08 ALLE H.16.08

Martedì 12 Aprile 2011

SFORZA TUTTI 50% DALLE H.09.30 ALLE H. 10.30
SFORZA REST. 50% DALLE H.15.08 ALLE H. 16.08
TONALE Tutti+ STELVIO + Neg. St.Centrale 50% DALLE H.09.30 ALLEH.1030
TONALE +STELVIO + REST.50% + Bicocca +
CERTOSA TUTTI DALLE H.15.08 ALLE H.16.08

Mercoledì 13 Aprile 2011
REGINA GIOVANNA: TUTTI: 50% DALLE H.09.30 ALLE H.10.30
REGINA GIOVANNA: rest. 50% DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
NEGOZI TIM CAR 1 DALLE H.09.00 ALLE H.10.00
NEGOZIO GALLERIA VITT. EMAN. DALLE H.10.00 ALLE H.11.00
NEGOZI TIM CAR 2 DALLE H.17.00 ALLE H18.00
NEGOZI TIM Linate DALLE H.19.00 ALLE H 20.00
LEGNANO Tutti DALLE H.15.08 ALLE H.16.08

Giovedì 14 Aprile 2011


MIDIR-Tutti DALLE H.10.00 ALLE H.11.00
+Parini+Bonnet+Negozi+Piazza Affari
BARONA DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
VERCELLI +BERSAGLIO+SEMPIONE DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
JENNER+BOSCAIOLA 50% (C/O SALA MENSA) DALLE H 9.00 ALLE H.10.00
JENNER+BOSCAIOLA 50% DALLE H 10.30 ALLE H 11.30
JENNER+BOSCAIOLA 50% DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
JENNER+BOSCAIOLA REST 50% DALLE H.18.00 ALLE H.19.00

Lunedì 18 Aprile 2011

CSU ROMANA +Tutti DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
Neg.staz.centrale rest. 50% DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
TACITO TUTTI 50% DALLE H.09.30 ALLE H.10.30
TACITO REST 50% DALLE H.15.08 ALLE H.16.08
LORENTEGGIO (+ Baggio+Novara) DALLE H 15.08 ALLE H.16.08
(escluso Abbiategrasso)

Martedì 26 aprile 2011

ROZZANO Tutti DALLE H.14.00 ALLE H.15.00
ROZZANO REST. 50% DALLE H.15.30 ALLE H.16.30


N.B. I TEMPI DI SPOSTAMENTO SONO IN P.A.


Tutti i Telelavoristi potranno recarsi alle assemblee c/o il centro di lavoro di Tonale

martedì 22 febbraio 2011

COMUNICATO CALL CENTER - PRESSIONI E CONTROLLI

Assistiamo ormai da troppo tempo al lento ma costante consolidarsi di “usi e costumi” aziendali volti al controllo e monitoraggio dell’attività del singolo lavoratore. Ultimo della serie è l’ SMS di RICONTATTO. Il cliente che contatta i call center Telecom riceve questo sms: “Grazie per la chiamata, qualora avesse ulteriori dubbi o esigenze risponda con un sms, sarà ricontattato e rimborsato del costo del messaggio. TIM 119”. Il controllo della qualità del servizio non resta però generale, se il cliente risponde al messaggio viene informato direttamente l’assistente dell’operatore che ha gestito la chiamata del cliente. 
Nei call center tecnici invece si susseguono affiancamenti per giorni e giorni, volti più che a valutare la professionalità del lavoratore a far sentire il continuo controllo da parte del capo. Anche la chiamata che ricevono i clienti che contattano i call center Telecom per valutare la qualità del servizio, diventa fonte di stress
per il lavoratore a cui viene chiesto di informare il cliente a fine chiamata del sondaggio di qualità richiedendo un voto alto per la gestione della chiamata, facendo leva sull’aspetto umano ed emotivo, sulla valutazione quasi più della persona che del servizio.
L’invio continuo di email che sollecitano il raggiungimento degli obiettivi, le statistiche e i grafici affissi nelle sale con la richiesta continua di fare di più e meglio, i colloqui individuali in caso di clienti che rispondono a sms di ricontatto sono ulteriori fattori di stress che si aggiungono a quelli già presenti nell’attività normale di un call center e che peggiorano lo stato psicologico del lavoratore.
Vogliamo ricordare che i lavoratori pur avendo il dovere di svolgere il proprio lavoro con la massima diligenza nel rispetto delle direttive aziendali, non hanno alcun obbligo di risultato e tale concetto e’ sancito anche da alcune sentenze della Cassazione.
Questo vuol dire che i lavoratori dipendenti non sono responsabili dei risultati aziendali i quali dipendono, in particolar modo, dalla qualità dei prodotti offerti, dagli strumenti informatici messi a disposizione dall’Azienda, dalla formazione ricevuta, dalla concorrenza, ecc.
Inoltre le iniziative di controllo individuale dei risultati violano lo spirito degli accordi sindacali in vigore che prevedono un premio di produzione legato al raggiungimento di obiettivi collettivi.
Per questo le OOSS e le RSU si faranno carico di attivare tutte le misure necessarie a ristabilire una situazione compatibile con le norme e le leggi, ma soprattutto con la dignità e la salute psicofisica dei lavoratori.

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL
Le R.S.U. Telecom Italia Milano e Lombardia

giovedì 21 ottobre 2010

QUESTA CLASSE DIRIGENTE

Nel corso della trattativa sull'Accordo di Solidarietà del 21 ottobre noi della CGIL abbiamo chiesto ripetutamente e con forza, che la classe dirigente di quest'Azienda, Telecom Italia, desse un segnale di avere capito la situazione.
In fondo, l'accordo quadro per la solidarietà risale al 4 agosto scorso.
C'era tutto il tempo per capirlo.
Abbiamo chiesto un gesto di riduzione degli MBO, o delle incentivazioni specifiche, una solidarietà su buste paga che non ne soffrirebbero di certo, e che corrispondesse ai sacrifici dei lavoratori.
Anche se questa richiesta non sta nel nostro potere negoziale, l'abbiamo fatta, con decisione, tramite il nostro segretario nazionale.
Abbiamo sperato in una risposta, che non c'è stata.
Il problema è che questa classe dirigente assomiglia molto alla classe dirigente del nostro Paese: vive da un'altra parte, nell'indifferenza per ciò che le accade intorno.
Mentre i loro collaboratori fanno sacrifici, i nostri dirigenti, che fanno?

venerdì 30 luglio 2010

ULTERIORE INCONTRO SU PIANO INDUSTRIALE TELECOM ITALIA: IL GOVERNO NON SCOPRE LE CARTE

Il giorno 27 luglio 2010 si è tenuto un ulteriore incontro presso il Ministero dello sviluppo economico tra SLC FISTEL UILCOM e UGL, i rappresentanti del Ministero e Telecom Italia sul piano industriale e sugli esuberi dichiarati dall’azienda.
In questo ulteriore incontro è stata ribadita da parte del sindacato la contrarietà all’idea di accedere ad ammortizzatori sociali o a strumenti forzati di uscita dall’azienda per i circa 2220 lavoratori che, nel corso della scorsa riunione, Telecom Italia aveva indicato come possibili destinatari di forme coercitive di esodo (circa 920 lavoratori che maturerebbero i requisiti per l’accesso alla pensione ed altri 1300 esuberi da gestire con ulteriori e non meglio precisati ammortizzatori sociali). E’ stata inoltre ribadita la medesima posizione di assoluta contrarietà agli ulteriori 450 esuberi dichiarati in SSC ed agli strumenti ipotizzati dall’azienda nello scorso incontro (contratti di solidarietà). Inoltre rimane aperto il tema della ricollocazione in produzione dei colleghi del 1254 e la questione relativa ai lavoratori ex TILS.
Soprattutto mancano ancora concrete garanzie sul perimetro, sulla riduzione degli appalti e sullo sviluppo industriale.
Il sindacato ha proposto all’azienda l’utilizzo della formazione come leva principale consentire un vasto processo di riconversione professionale all’interno dell’azienda ed evitare così gli esuberi.
Nonostante sia stato più volte sollecitato un formale pronunciamento del ministero circa le disponibilità del governo, le risposte fornite sono, ad oggi, evasive ed interlocutorie.
Il governo deve esplicitare il proprio ruolo e le proprie disponibilità concrete per agevolare una soluzione positiva della vertenza, non può continuare con la “politica dello struzzo”.
Telecom deve modificare radicalmente la propria proposta.
Un ulteriore incontro sarà convocato nei prossimi giorni da parte dei rappresentanti del governo.

SSC: GRAVISSIMA LA DECISIONE DI NON PAGARE IL PREMIO ANNUO

Con il pagamento delle competenze odierne, i lavoratori di SSC hanno ricevuto
un’ulteriore brutta sorpresa nella busta paga: il mancato pagamento del Premio Annuo.
Tale operazione non fa altro che esasperare i toni e gli animi in un’azienda che già vive
uno stato di fortissima tensione legata alle vicende dello scorporo di IT Operation ed agli
esuberi dichiarati dall’azienda in queste settimane.
La SLC CGIL ritiene grave ed inopportuna la scelta aziendale, dal momento che per noi il
premio annuo è parte integrante degli elementi fissi della retribuzione che la legge in
questi casi garantisce. L’interpretazione aziendale in questo caso fa riferimento
all’accordo di armonizzazione di SSC del 17 marzo 2009 che, tra l’altro, garantisce a tutti
i lavoratori della vecchia SSC il premio annuo, mantenendo la mensilizzazione dello
stesso per quelli che avevano subito il processo di andata/ritorno dal CCNL TLC a quello
della Gomma Plastica, e definendo per gli assunti dopo il 1° aprile 2009 il riconoscimento
dello stesso premio.
Paradossalmente, secondo l’interpretazione aziendale, proprio i lavoratori transitati da
Telecom Italia, non rientrando in nessuna delle due tipologie di lavoratori di cui sopra che
erano le uniche presenti all’epoca in azienda, sono stati oggetto di un’interpretazione
unilaterale, sbagliata ed assolutamente inopportuna, secondo la quale è stato deciso di
non procedere all’erogazione della restante quota di Premio Annuo dei lavoratori
scorporati, visto che la quota spettante per la prima parte dell’anno era stata erogata con
la chiusura delle competenze di Telecom Italia.
Ci chiediamo come mai su alcune materie l’interpretazione di Telecom sia più estensiva
(v. riconoscimento unilaterale delle RSU) e su altre non si faccia altro che esasperare gli
animi già molto agitati dei colleghi di SSC.
SLC CGIL ritiene che vadano sanate al più presto situazioni come quella relativa al
pagamento del Premio Annuo che consideriamo di pieno diritto dei lavoratori ed
assolutamente indisponibili per l’azienda e l’erogazione di un Premio di Risultato in linea
con quello di Telecom Italia.
Per questi motivi SLC CGIL si riserva di avviare nei prossimi giorni tutte le
iniziative del caso atte ad aumentare la pressione su Telecom Italia qualora non ci
fossero segnali di disponibilità da parte aziendale a rivedere la propria decisione.
Come più volte ribadito nel corso degli incontri sul Piano Industriale, ribadiamo ancora
una volta l’invito a Telecom Italia ad una seria riflessione sull’informatica in generale e
sulle strategie che sta mettendo in campo che non fanno altro che mortificare
ulteriormente centinaia di lavoratori da sempre caratterizzati da grande senso di
responsabilità oltre che di professionalità pregiate.

venerdì 30 aprile 2010

Discorso letto all'assemblea degli azionisti da una collega RSU SLC CGIL

29 APRILE 2010: ROZZANO
- ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI -


Egregio Dr. Galateri, egregio Dr. Bernabè, signori azionisti,

l’intervento che mi accingo a fare come azionista dipendente e anche come delegato sindacale della SLC/CGIL vuole essere l’occasione per portare in questa sede la voce della risorsa principale che un’azienda ha e cioè i lavoratori non illudendoci di avere oggi tutte le risposte ai nostri dubbi e quesiti, ma ritenendo indispensabile che i vertici aziendali e la proprietà tutta sappiano qual è la situazione che i dipendenti Telecom stanno vivendo ed il loro stato d’animo.

Da un po’ di anni la condizione lavorativa interna alla Telecom si è ahimè modernizzata, ma non in senso migliorativo, bensì portando all’interno dell’azienda problematiche che un tempo sembravano non appartenerci e che oggi viceversa sono patrimonio diffuso ed in linea con l’intero mondo del lavoro.

Abbiamo tutti vissuto con rabbia e amarezza la progressiva decadenza della nostra azienda causata dal fatto che per troppo tempo la classe dirigente ha anteposto i propri interessi a quelli dell’azienda, arrivando con comportamenti poco etici a provocare grandi danni, in un contesto di Mercato sempre più’ complesso, con uno scenario in cui i cambiamenti tecnologici sono veloci e continui e operando in un contesto nazionale in cui sono venuti meno i vantaggi dell’operare come monopolista, dovendosi misurare con una concorrenza inizialmente nazionale e sempre più, in nome della decantata globalizzazione, internazionale

Se alcune di queste vicende sono state inevitabilmente subite dall’azienda o addirittura imposte considerando che, come è avvenuto nel caso del patrimonio immobiliare, erano pensate a palese danno della Telecom da chi all’epoca ne era alla guida e ne ha tratto benefici come altro soggetto giuridico nell’arcipelago Pirelli, altre (e mi riferisco al cattivo esito di quelle di tipo commerciale in termini di nuovi servizi offerti, di loro lancio e di supporto commerciale alla clientela) sono state tutte generate e vissute all’interno.

Rispetto a queste ultime per contro non sono però conseguite in tal senso operazioni di riposizionamento e senza, soprattutto, che si analizzasse mai a fondo il perché di tali operazioni fallite e si prendessero provvedimenti seri e concreti verso gli autori di tali autogol. Addirittura in qualche caso si è provveduto ad una promozione sul campo quasi in ossequio al famoso e tristemente noto motto “Promuovi per rimuovere” ma sempre nell’ambito del Gruppo.

Le recenti vicende giudiziarie, in primis quella relativa a TI Sparkle, hanno ulteriormente buttato discredito e fango sull’immagine del Gruppo e di Telecom in particolare oltre a determinare pesanti ricadute di tipo economico e non riteniamo che il quadro che ne scaturisce aiuti a rinforzare la sensazione di un’azienda con le idee chiare e soprattutto guidata da uno stato maggiore forte in termini di credibilità e, in alcuni casi, anche di rispettabilità.

Bene caro Presidente, caro AD e cari azionisti, l’azienda e il suo futuro sono un patrimonio da salvaguardare per gli azionisti, per i dipendenti e anche per il Paese Italia, poichè la rete e i servizi ICT costituiscono un’infrastruttura di base indispensabile per una nazione.

Oggi non assistiamo a uno scenario di forte rilancio degli investimenti, come richiederebbe un mondo delle telecomunicazioni che fa dei nuovi servizi la chiave di successo, sfruttando anche le eccellenze in termini di ricerca e know-how che abbiamo nel Gruppo ed a Torino in particolare (pensiamo a TILab, o quello che ormai ne rimane dopo una politica di anni finalizzata a non valorizzare il patrimonio di innovazione e ricerca).

In realtà siamo di fronte ad una Società in cui si preannunciano contrazioni di ricavi, nessun piano di ammodernamento della rete né in prima persona né in collaborazione con altri soggetti, un sempre maggiore abbandono di obiettivi di internazionalizzazione dell’azienda fatta eccezione per la gallina dalle uova d’oro rappresentata da TIM Brasile (sperando che duri), una mancanza totale di una visione strategica.

Il solo obiettivo chiaro e “strategico” che l’azienda sembra avere in questo momento è quello di ridurre un indebitamento, che ricordo essere stato causato ed incrementato da cattive gestioni passate. Questo obiettivo, nella pratica, sta diventando la scusa che giustifica il camminare con il freno a mano tirato, perdendo in competitività sul mercato, immagine e, soprattutto, in ricavi.

Questo è lo scenario che abbiamo oggi di fronte come lavoratori e ci domandiamo e vi domando:

 qual è la responsabilità che abbiamo noi in tutta questa vicenda? Siamo forse noi gli autori delle strategia sbagliate o forse non lo sono stati quei manager lautamente pagati e in qualche caso anche premiati?
 quali sono le prospettive che ci attendono in una situazione in cui assistiamo a fenomeni di delocalizzazione di interi servizi sempre più marcati o a operazioni di spin off già avvenute o preannunciate?
 possibile che anziché lottare tutti insieme, noi come risorsa di questa azienda e voi come manager si debba assistere ad una navigazione a vista in mezzo alle nebbie e senza sonar e come lavoratori avere la sola certezza di essere un costo da ridurre costantemente e inarrestabilmente?
 quanti lavoratori dovranno ancora abbandonare questa azienda considerando che in 16 anni, dal 1994 ad oggi, l’intero gruppo Telecom ha più che dimezzato la propria forza lavoro passando da oltre 120.000 addetti a circa 55.000 unità e in occasione della presentazione del Piano Industriale il 19 aprile sono stati preannunciati ulteriori esuberi?
 è moralmente accettabile che si decida di remunerare il capitale investito con la corresponsione di un seppur contenuto dividendo e le risorse principali le si attinga ancora una volta riducendo i costi fissi legati alla forza lavoro?
 ed è altrettanto moralmente accettabile che in tale contesto si continui ad assistere ad una politica remunerativa del management aziendale che passa attraverso distribuzione di premi obiettivizzati in qualche caso scandalosi e con remunerazioni e benefit, a partire dalla sua, caro dott. Bernabè, che continuano a crescere in modo esponenziale? Mi pare una logica votata alla privatizzazione degli utili ed alla socializzazione delle perdite che non ci sentiamo di condividere e che soprattutto vediamo priva di prospettive.


Questi quesiti che possono sembrare più adatti ad una riunione politico/sindacale che ad una Assemblea societaria sono invece secondo noi quanto mai pertinenti.

I Signori azionisti, che investono i loro capitali in Telecom Italia, investono sia sulla base dei progetti futuri che l’Azienda prospetta, sia sulla professionalità, sulla volontà e sull’impegno dei lavoratori che sono la garanzia di successo dei piani futuri. Tali elementi nel corso degli anni non sono mai venuti meno e in tal senso vogliamo incentivare i Signori Azionisti ad investire ancora in Telecom Italia e con rinnovato interesse sperando che anche qua non si sia in presenza di meri ed esclusivi ragionamenti finanziari che le vicende di questi ultimi due anni hanno dimostrato a livello mondiale di non poter reggere se non sono supportati da realtà produttive, da progetti concreti e non solo da chimere speculative. .

Riteniamo però altrettanto importante che siano note le difficoltà che i lavoratori stanno vivendo. Nel corso di questi anni di lavoro, troppo sovente la professionalità è stata messa in discussione da sistemi, procedure e tempistiche che talvolta non hanno permesso di raggiungere la piena efficienza e la soddisfazione totale della clientela. Per questo, riteniamo necessaria un’attenta rivisitazione di tali sistemi e procedure, che devono diventare utili strumenti, con i quali svolgere il lavoro e che non devono essere di ostacolo, nel raggiungimento degli obiettivi.

Non solo, ma possiamo addirittura affermare che sembra che l’azienda abbia voluto perseguire politiche di impoverimento della professionalità dei dipendenti stessi, arrecando loro un ulteriore danno e rendendoli fragili e vulnerabili rispetto ad un mercato del lavoro che sta cambiando radicalmente.
Contemporaneamente il clima aziendale, che spesso viene sondato con questionari di dubbia efficacia, oggi non volge al bello e l’aver letto che recentemente la Telecom è stata premiata tra le migliori 25 aziende italiane francamente stride con la realtà che quotidianamente noi lavoratori viviamo. Come possono incidere positivamente minacce di continue riorganizzazioni, cessioni di rami d’azienda, spostamenti da un settore ad un altro senza un quadro di riferimento chiaro e, non ultimo per importanza, un metodo di valutazione del personale che non lo coinvolge su obiettivi, che non è frutto di confronto ma solo, quando va bene, di lettura di un giudizio finale ed in cui sono stabilite a priori ed a tavolino le percentuali in cui i lavoratori debbono essere classificati: tutto ciò sa di partita truccata.

E’ inevitabile che in uno scenario come quello attuale, i lavoratori abbiano perso fiducia nei responsabili e nella gestione sino ad ora condotta.

Chiediamo una classe dirigente pronta ed attenta a motivare i lavoratori, con la quale lavorare gomito a gomito, che utilizzi una costante comunicazione con i lavoratori, nell’ottica della condivisione del percorso verso obiettivi comuni. Chiediamo una classe dirigente che rispetti la professionalità, l’impegno e la dedizione del personale. Chiediamo una classe dirigente che venga realmente valutata anche per i risultati conseguiti e quindi premiata quando lo merita, ma realmente responsabilizzata quando invece i risultati sono negativi: non ci pare che oggi ciò avvenga in modo obiettivo.

Questa era un’Azienda sana di cui l’attuale è una lontana parente e una cosa era presente all’epoca e continua ad esserlo oggi: la risorsa umana.

Qualche settimana fa, proprio dopo l’esplosione del caso Sparkle, lei dott. Bernabè ha inviato a tutti i dipendenti una lettera ricca di belle parole, di richiami al senso di appartenenza, di sottolineatura dei valori etici a cui da sempre questa Azienda si ispira e con un esplicito invito a continuare ad operare per farla crescere: davvero la lettera di un buon padre di famiglia che si rivolge ai suoi componenti, ma ci credono tutti i componenti?

Noi come lavoratori azionisti ed a nome anche dei lavoratori non azionisti ma comunque legati alla Telecom riteniamo che si possa ripartire e ci crediamo anche come speranza di questo Paese Italia nella cui economia uno spazio grande ha sempre avuto la nostra azienda e deve continuare ad averlo.

Non crediamo che la soluzione possa essere un’altra vicenda Alitalia ma chiediamo che ci vengano date quelle indicazioni chiare che facciano intravedere un rilancio di questa azienda in assenza delle quali ci chiediamo quali prospettive abbiano gli azionisti oggi riuniti e quel patrimonio di cuori, cervelli ed esperienze che popolano la nostra azienda.

Agendo solo sui lavoratori non solo si compie un’operazione ingiusta ed iniqua, ma non si garantisce neanche il ritorno economico che chi ha investito capitali si aspetta. Un’auto senza motore è bella a vedersi ma non serve: gli investimenti e le persone che lavorano in questa Azienda sono il motore.

Caro dott. Bernabè facciamola correre quest’auto.

E con questo ringrazio per l’attenzione prestata ed auguro un buon proseguimento dei lavori.

giovedì 29 aprile 2010

MANIFESTAZIONE DEL 29 APRILE 2010 ROZZANO

Oggi 29 aprile si è svolta una grande manifestazione unitaria, in contemporanea all'Assemblea degli azionisti. Come rappresentanti sindacali e lavoratori abbiamo celebrato il funerale di Telecom Italia (noi lo abbiamo celebrato, non Beppe Grillo, perchè gli striscioni, la bara, la corona di fiori e tutto il resto lo abbiamo preparato noi della CGIL, non altri).

Perché il funerale di Telecom?

Perché l'azienda non ha futuro con le scelte che l'attuale management fa:

- dividendi agli azionisti
- niente investimenti sulla rete, sulla qualità, sui clienti
- cessione dell'Informatica aziendale, seguita poi da licenziamenti (che però saranno fatti da altre aziende, così Telecom potrà dire, come già ha detto settimana scorsa sul Corriere della Sera il Presidente Galateri, che "non licenzia nessuno")
- dispersione e depauperamento delle professionalità
- scelte solo finanziarie di breve termine, a servizio del debito e del capitale (non chiamiamolo capitale di rischio, per favore, perché non rischiano nulla)
- nessuna scelta di rilancio di medio periodo.

- esuberi ulteriori (6.822) quando ci sono già migliaia di colleghi in contratto di solidarietà (Directory Assistance) e migliaia di colleghi (IT Telecom) che rischiano il posto di lavoro.

TELECOM ITALIA DEVE INVECE TORNARE AD ESSERE UN'AZIENDA INDUSTRIALE VERA, GOVERNATA DA MANAGER CON UNA VISIONE INDUSTRIALE DI MEDIO PERIODO, CHE INTERNALIZZI ATTIVITA' INDUSTRIALI E NON RINUNCI AD ESSE.

Tra poco vedrete le foto della manifestazione.

CGIL CISL e UIL hanno ottenuto, dopo alcuni momenti di tensione con le forze dell'ordine (chissà perchè erano in tenuta antisommossa, con tanto di scudo e elmetto: i dipendenti licenziati fanno così paura?) di entrare con una delegazione e di essere ricevuti dal capo del personale, Migliardi. Ovviamente l'incontro era simbolico, ma è stato comunque un segno che la nostra protesta ha raggiunto le stanze vellutate dei manager di Telecom Italia.

La nostra lotta continuerà, contro gli esuberi, contro le cessioni di ramo d'azienda IT, per un'azienda che abbia un futuro, per l'occupazione, i lavoratori e le loro famiglie.

Siamo al fianco dei lavoratori e chiediamo a tutti i lavoratori di essere al nostro fianco per questa battaglia.

A presto.